Se esce uno, usciamo tutti: l’integrazione parte dalla scuola

Oggi vi parleremo di una cosa molto importante riguardante i ragazzi che frequentano le scuole elementari della capitale. Purtroppo abbiamo scoperto che per mancanza di fondi sono state ridotte drasticamente le ore AEC (Assistenza Educativo Culturale) nelle scuole elementari, cioè le ore di chi si occupa di aiutare i ragazzi con varie disabilità ad essere il più autonomi possibile ed ad integrarsi il più possibile con il resto della classe.

Il problema era già stato sollevato in estate al Campidoglio ma senza riuscire a trovare alcuna soluzione. A causa di questa riduzione gli alunni con disabilità sono costretti a uscire prima del previsto.

Immaginate cosa prova un bambino disabile e la sua famiglia quando è costretto a lasciare prima la scuola perché gli viene negato un diritto?

Quando andavo a scuola, anch’io avevo un insegnate di sostegno e allora vorrei raccontarvi cosa ha significato per me. Già da bambino ho avuto un insegnante di sostegno che mi aiutava con i compito, visto che molte cose non riuscivo proprio a farle per esempio in matematica, materia da me sempre odiata, avevo compiti diversi da quelli di tutta la classe; la stessa cosa nelle lingue, avevo un programma a parte. Grazie, però, all’insegnante di sostegno sono riuscito, con gli anni, ad essere quello che sono oggi. Certo, a volte pensavo di essere diverso dagli altri,  ma devo ammettere che da questo punto di vista non ho avuto mai molti problemi ad integrarmi con il gruppo nonostante le mie paure, perché essere diversi a volte può voler dire anche essere speciali, pensate a Albert Eistein!

L’assistenza che ho avuto negli anni ha permesso a me di seguire un programma il più possibile uguale agli altri e di riuscire ad integrarmi con il resto della classe e ai miei genitori di stare più tranquilli rispetto al mio percorso scolastico.

Credo, quindi, che  per gli alunni  con disabilità queste figure professionali che li affiancano siano fondamentali e non possano venire a mancare.

Per questo diciamo: Se esce uno, usciamo tutti!

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